lunedì 15 giugno 2009

L'arena del plebeo moderno


"La forza delle idee si concretizza nell'arena della fattibilità. In quest'arena i gladiatori si scontrano con la paura del fallimento o con le motivazioni della vittoria. Non tutti potranno permettersi di alzare lo sguardo sul pollice verso della maggioranza pretoriana, ma colui che decide di risparmiare il debole suo pari, alla faccia dell'Imperatore, farà seguito tra il popolo eletto-re e diffonderà concretamente l'idea del giusto e del buono. Vai Luigi! Sei il nostro Massimo Decimo Meridio armato di Rete e speranze! W FB e il WWW!"

Ho riportato un mio commento scritto sul profilo di De Magistris e ne traggo spunti per una discussione più ampia.
[Tanto oggi sono in ferie (alleluia) e posso dedicarmi con calma e diletto a FB. :-)]

L'Impero romano è stato caratterizzato da pax, benessere e prosperità per lunghi periodi, soprattutto per i tanti romani di Roma, talvolta anche per i romani acquisiti sparsi nelle province conquistate. L'imperatore governava nel bene e nel male, talvolta da illuminato col favore e il rispetto del popolo, talvolta da despota senza controllo. Spesso riusciva a tenere a freno il popolo illuso, patrizio o ignorante con i Giochi nell'arena e gli spettacoli negli anfiteatri. Erano l'Amici e il Porta a Porta dell'antichità. Era la televisione frivola e la stampa "p-l-atinata" dell'epoca. Tutto sotto controllo o quasi dell'Augusto e dei suoi fedelissimi. Anche le notizie dal fronte, le informazioni sulla "politica" interna, le news sulla vita personale del Caesar.
Il sangue dei combattenti schiavi e/o degli animali, nonché le rappresentazioni tragiche di Seneca o le commedie di Plauto e Terenzio, serviva a purgare l'istinto primordiale delle belve umane in cattività, dell'essere senziente, povero e ignorante, che non amava le costrizioni di una società governata da un rappresentante non desiderato (il corrispettivo del non eletto odierno) e che non voleva sottostare a un sistema in cui non avesse voce.
La voce serviva solo per gridare vita o morte nelle arene, per osannare o criticare attori da palcoscenico.
L'Impero romano fu. Oggi per fortuna non è più. Arrivarono i cosiddetti Barbari e lo smantellarono a poco a poco. Storia di popoli in rivolta che volevano ciò che non possedevano. Mors tua vita mea.
L'imperatore fu, ma persiste ancora oggi in altre vesti e forme. Non è un Illuminato.
Il teatro e l'arena furono, ma persistono ancora oggi in altre vesti e forme.
L'intelletto e il buon senso vengono attualmente cannibalizzati dallo spettacolo moderno e osceno dei media controllati e dall'informazione manipolata.
Un Imperatore nuovo che dice tutto e il contrario di tutto. Lui non sottostà al giudizio di alcuno. E' al di sopra delle parti. Il suo giudizio è insindacabile e la sua voce verbo. Deve rendere conto solo al suo Dio, che nulla ha di sacro. Osserva i pretoriani che si battono per lui nelle varie aule giudiziare, che scrivono per lui le menzogne di Stato, che sollazzano il pubblico con tette e culi in bella mostra.
Osserva i gladiatori di sinistra battersi tra loro a suo uso e consumo. Si uccidono uno dopo l'altro e lui gode. Osserva la plebe in magnanima adorazione e se ne compiace. Se Poppea e Catilina non bastano, lui si cerca nuove giovani baccanti. L'imperatore persiste ancora oggi, in abiti firmati e ville patrizie sparse per l'Impero d'Italia.
Mi chiedo, dove stanno i Barbari di oggi? La stampa estera è ben poca roba.
Mi chiedo, quanti gladiatori oseranno rivoltarsi al pollice verso del Regnante Supremo? Di Pietro, Grillo, Santoro, De Magistris, ecc lo fanno. Non lasciamoli soli!
Tutti armati di tastiera e Rete per vincere e convincere i gladiatori che si sono arresi alla sconfitta e alla morte politica.
Ad maiora!

domenica 29 marzo 2009

La truffa e l'elaborazione dell'amore

Dai Mignolo, prega con me!
Padre nostro che sei nei cieli...
Mignolo, continua pure tu, che le preghiere mi stancano...

Settimana da Dio, anzi no, da dio. Bella? No, atroce.
Da dio? Beh sì, visto che tra le centinaia di migliaia di morti, in questa settimana trascorsa c'è capitata pure quella di una persona anziana, che non conoscevo, ma cui molti tenevano e volevano bene. Doveva essere una brava nonna. Lo era sicuramente.
Da dio, perché ci avrei spedito volentieri alcuni stronzi della "First Lady" di Bari, che assumevano nel settore "risorse umane".

Procediamo con calma. Sabato scorso il primo colloquio di lavoro a Bari. Non il mio, ma quasi. 10 minuti, un foglio da compilare, qualche aggettivo per descriversi e via. Insieme a noi almeno altre 10 persone ad aspettare il proprio turno. Non si capisce nulla, se non che ti assumono a tempo indeterminato a 1200 EUR netti, ammesso che si riesca a superare il terzo colloquio. Davanti a un plotone armato di parlantina, tacchi a spillo e cravatta, si intuisce che c'è qualcosa che non quadra. La cravatta e i tacchi non s'intonano tanto con il luogo del colloquio (una villa in zona Mungivacca) circondata da un giardino con merda di cane ovunque e arance che marciscono per terra. Viene da pensare che è solo il luogo dove fanno i colloqui. Infatti, rispondono che l'azienda è in cerca di una nuova sede a Bari e che quella è solo temporanea. Ma è il classico porta-a-porta, si chiedono tutti? No, no, no!!! Garantiscono che il lavoro non consiste nella "vendita", ma nell'illustrare il loro prodotto, che alla vendita ci pensa un altro signore (probabilmente più "distinto" e "specializzato", con la giusta cravatta e la giusta faccia tosta). In serata, telefonata e ammissione al secondo colloquio, lunedì ore 11. Bisogna restare a Bari. Visto che il week-end di "relax" sembra prolungarsi per via del secondo colloquio, ci si organizza per far arrivare una valigia con altri vestiti eleganti, chiedendo ad amici e alle linee di autobus che collegano CS a BA di farci la cortesia. Fatta. Grazie. Ora si può essere più presentabili e professionali.
I miei orari di lavoro non coincidono troppo con gli orari dei colloqui. Riesco a non prendere permessi, perchè tristemente abbandono la candidata alla First Lady, ad aspettare più di un'ora. Lunedì ore 11: colloquio n.2! Stessa velocità d'esecuzione. Il plotone cambia, ma i termini e le parole che sparano restano le stesse. Bang. Tutti colpiti! Al cuore Ramon, al cuore! Evviva! Siamo già al secondo colloquio! Ne manca solo uno! Tutti felici e contenti d'esser riusciti a impressionare le cravatte e gli spilli.
Non si aggiunge nulla per spiegare in cosa consiste realmente il lavoro. Bla bla bla, soldi, risorse umane, prodotto ipertecnologico creato in collaborazione con la NASA. La NASA!!! Minghia, allora è roba grossa! Corso formativo GRATIS di 5 mesi. Si lavora da lunedì a sabato. Azienda che tratta prodotti Pfizer, Coca Cola e così via... Il testosterone e gli estrogeni che sprizzano da tutti i pori! Siamo entrati da poco nella stagione della rinascita e degli amori. Restiamo con i piedi per terra, nonostante l'accenno alla NASA lasci intravedere spazi e speranze infinite. Rientriamo con qualche dubbio e tante preoccupazioni. Se tutto va bene, bisogna sistemarsi a Bari, cercare casa, assicurare la macchina e farla arrivare sul posto. Robbetta da tutti i giorni, insomma, ma condensata in soli due giorni.
Chi supera il secondo colloquio deve presentarsi mercoledì con carta e penna per prendere appunti, perché si farà una specie di riunione di gruppo per illustrare "meglio" (finalmente) il lavoro.
La candidata si presenta mercoledì e prende appunti. Li ho qui con me. Prima pagina: un prodotto multifunzione che quadruplica la potenza. 35 anni di garanzia e reperibilità dei pezzi. 70 funzioni. Ah, ecco! Kirby Company, di James Kirby. Backbone multinazionale. 3 vacanze annuali: Dubai, New York. La prossima già a giugno...Insomma, tante parole, promesse, domande e soprattutto stronzate. Quanto vi daremo al mese? E tutti in coro: 1200 EUR! Qualcuno osa chiedere come funziona per le vacanze e il contratto. Le vacanze sono 10 gg a Natale e 10 gg ad agosto. Più i famosi premi-vacanza a Dubai e New York. Il contratto si stipulerà lunedì. Pizzetta veloce a pranzo e tutti ad aspettare il responso finale sull'assunzione. Alle 15 il responso. E' positivo. Assunta a tempo indeterminato, a 1200 EUR al mese + bonus di 250 EUR per ogni prodotto che il venditore del tuo team riesce a vendere + eventuali vacanze premio. Per la firma ci vuole quindi lunedì. Intanto da giovedì s'inizia subito a lavorare. Anche venerdì, sabato e domenica si dovrà lavorare per essere formati. Si viene affiancati a un manager e si va in giro a vedere come effettuare la dimostrazione per vendere il prodotto misterioso, il Kirby, il cui nome è stato dato solo qualche ora prima, durante la sessione del terzo colloquio di gruppo.
Mi arriva la telefonata che ormai la cosa è fatta! "Amore, mi hanno presa. Non so che fare, però... C'è qualcosa che non mi convince". Ed io con scarso entusiasmo: "Tranquilla, tanto non hai firmato ancora nulla e poi mi racconti cosa ti hanno detto. Vengo a prenderti".

Io ero all'IBM e quella telefonata mi spaventava non poco. E non tanto per la risposta che aspettavo dal chiamante, quanto per il compito che mi aspettava di lì a poco, ossia prendere il permesso, andare alla First Lady e dire alla candidata vincitrice che nel momento in cui lei stava vincendo la selezione, un'altra persona a lei cara aveva perso la sfida con la Morte e se n'era andata.
La nonna. I genitori me l'avevano detto ore prima. Non volevano che io lo riferissi prima della fine del colloquio, per non compromettere la selezione finale. Così ho fatto.
Intanto, lei aveva chiamato casa per riferire la bella notizia. A quel punto la felicità si trasforma in tristezza. Nonna non c'è più. La tristezza in dolore. Il concetto è brutto. Bruttissimo. Le lacrime escono impazzite. Corre dalle cravatte e dagli spilli della First lady a raccontar loro della morte della nonna, chiedendo un permesso per andare al funerale, ma le rispondono che se se ne va, perde il posto. Assurdo, crudele, ma vero. Presa alla sprovvista e così sui due piedi, le dice che domani ci sarà ed esce di nuovo. Ed è in quel momento che arrivo io. Sta piangendo a dirotto. Cerco di calmarla e andiamo a casa. Altre telefonate. Non rifiutare il posto. Non venire a casa. Il nuovo lavoro è importante per il tuo futuro. La nonna ti ha lasciato il nuovo "lavoro" come regalo. Era detto in buona fede, a fin di bene.

Dio, il destino, chiamatelo come vi pare, certe volte è davvero crudele.
Non esiste compensazione. Se qualcosa va male, non per forza c'è altro che sistema tutto. Talvolta, va peggio. Spesso va peggio. Arriviamo a casa. "Amo' se vuoi ti porto a Maratea". E il lavoro? Già il lavoro. Parliamone. Fammi vedere 'sti appunti. Bla bla bla...Kirby. KIRBY, KIRBY... Oh, finalmente qualcosa da cercare online. Google. Kirby. Recensioni. Leggiamo... Truffa. Aspirapolvere da 200 EUR venduto a 3000. Solo una truffa. Una fottutissima truffa. Il titolo di un blog: "Non fidatevi di chi assume per vendere il Kirby". Leggo il blog di uno che ha fatto l'intera trafila e poi ha scoperto che era stato assunto per cercare di presentare 'sto prodotto disgraziato, assunto per fare una dimostrazione a casa altrui di una truffa, un prodotto scadente che il venditore associato, in un secondo tempo, avrebbe cercato di vendere. Incredulità, ma non più tanto. Era nell'aria. Le dico, parafrasando: "Che schifo. Sicura che vuoi guadagnare 1200 EUR netti al mese per vendere 'sto prodotto di merda? Che figura ci faresti?" Lei: “No, non voglio”. Io: “Discorso chiuso. Siamo ancora in tempo per andare al funerale di tua nonna. Si va?”. Si va. Andiamo a Maratea a porgere l'ultimo saluto alla nonna. 4 ore e mezza di macchina e una giornata di merda, ma arriviamo a Maratea stanchi, sani e salvi. Ho avuto paura di un incidente. Il peggio è sempre lì ad aspettarti. Il giorno dopo c'è stato il funerale. Abbiamo dato l'ultimo saluto e sono ripartito per Bari...

Sono stati giorni di dolore e sofferenza.
L'elaborazione del dolore è un processo che varia molto tra le persone. Si può passare dalla speranza, alla gioia all'incredulità, alla tristezza, al dolore, alla disperazione, all'insofferenza e al vuoto più assoluto in men che non si dica. Il dolore è contagioso. Più della gioia. E' facile soffrire in gruppo e amplificare la sofferenza guardandosi negli occhi o appoggiandosi sulle spalle di un altro sofferente. Le lacrime si tirano a vicenda. E' più facile piangere sapendo che c'è qualcuno pronto a consolarti. E' difficile sopportare il dolore in solitudine. L'uomo trova conforto comunque e sempre nella famiglia e in Dio. Tutto ciò è noto è scontato.

In questi giorni, mi sono sentito sofferente, a tratti cattivo, incazzato e cinico, ma anche e soprattutto innamorato. Cinico perché dio ha avuto ancora una volta la possibilità di trasformare un lutto in una speranza, ma ha toppato di nuovo. Tutto il resto, per quel che è successo al mio partner... Nessun regalo per alleviare la sofferenza. Cornuti e mazziati. Niente nonna e niente lavoro, per intenderci. Ciò poteva gettare nella depressione chiunque. Invece, da tutto ciò ne siamo usciti più forti, sia come individui, sia come coppia, perché la reazione è stata nostra, non divina.
Personalmente, ho sempre reagito con cinismo davanti alla morte, i riti e le cattiverie. Un po' meno davanti alla sofferenza. A onor del vero, solo davanti alla sofferenza indiretta, quella che non ti tange nel quotidiano, ho lasciato un po' perdere. In quest’ultima settimana, ho avuto modo di osservare le persone, i riti e le cattiverie dell'uomo, condensate in un breve arco temporale e condite da un bel po' di sofferenza. Ho visto tante azioni e reazioni ad esse, negative e/o positive. La reazione positiva è ciò che rende più forti. La reazione positiva è favorita dall'amore e dall'amicizia. Tutto qua. Niente di trascendentale. Insieme al mio partner abbiamo trovato il buono nello schifo, grazie al nostro amore. L'amore è il giusto farmaco contro la sofferenza, la cattiveria e il cinismo e cambia il punto di vista sulle cose. Anche questo è scontato. Scontato, vecchio come il mondo, ma sempre bello. :-)

Non volevo scrivere un post sull'amore, ma alla fine l'amore trionfa sempre! :-)
Qualcun'altro si aggiunge?

Mignolo! E cercati una bella mignoletta!


Non comprate mai un aspirapolvere KIRBY!!!

venerdì 2 gennaio 2009

Oro-Scopo del 2009


Caro Mignolo, ti auguro un buon 2009 pieno di note e post!

Andrea Falcone. Nato a giugno sotto il segno dei Gemelli. Come un bronzo di Riace. Più Castore che Polluce. Il 16, per chi non lo sapesse. Mi sembra che l’ascendente sia Bilancia (a detta di qualcuno/a) , ma non ci giurerei. Mi piace pensare che dietro a questa mia sofferta venuta al mondo, voluta ma del tutto casuale da un punto di vista temporale, non ci sia nulla di predestinato, deciso e divino. Potevo benissimo nascere prematuro o in ritardo di qualche settimana e cadere in un altro segno zodiacale.Mi avrebbe comunque marcato e segnato a ferro rovente per il resto della mia vita. In questo periodo di oroscopi e sedicenti aruspici ho tirato in ballo il mio “marchio del destino” solo perché mi andava di scrivere quanto sia stupido, pericoloso e costoso continuare a guardare le stelle cercandovi risposte che esulano dall’ambito prettamente fisico e quanto sia controproducente e inutile continuare a rimescolare le viscere delle vittime sacrificali, soprattutto dopo le mangiate di questi giorni... Personalmente, insieme a tanti altri per fortuna, reputo un’idiozia, nonché una truffa, credere e far credere che tutto sia scritto e predestinato e che il nostro modo di vivere e crescere, nonché le nostre scelte fatte e future, non abbiano un carico di responsabilità sul nostro presente. Come disse il grande Nathan Never nulla è scritto. Tutto dipende solo da noi. Dalla mattina alla sera. Se poi tiriamo in ballo la teoria del multiverso ogni scelta crea infinite possibilità parallele, ma tutte determinate sempre e soltanto da noi stessi.
L'oroscopo è pericoloso. Alimenta truffe e credenze che spesso vengono sfruttate da maghi e imbroglioni vari per estorcere soldi e preservare l'impero dell'ignoranza. L'oroscopo va di pari passo con la fede. Detto questo detto tutto. Lo scandalo più grande di tutti è che sia la stampa e la televisione italiana, ma anche quella internazionale, a buttare continuamente un po’ di legna quotidiana sul fuoco della divinazione e ad alimentare questa pratica oscena, che dà credito ai vari Paolo Fox, Branco e compagnia di lupi e avvoltoi vari... In TV non dovrebbero mandare in onda nessun oroscopo. Non dovrebbero chiedere se il 2009 sarà l'anno del Milan, di Obama, della rinascita delle banche o della venuta degli alieni. In TV e sui giornali bisogna parlare esclusivamente dei fatti reali ed eventualmente spiegare perchè una certa decisione o scelta abbia provocato e determinato una certa conseguenza, in modo da evitare di ripetere sempre gli stessi errori. Bisogna essere coscienti che se, ad esempio, si dà il voto a un certo politico (non faccio nomi) con un certo curriculum, non può che derivarne una certa politica, anche se quel giorno l’oroscopo ti diceva di avere fiducia nel “nuovo che avanza”. Che se si spara ad un altro si finisce o si rischia di finire in carcere anche se il tuo oroscopo ti diceva di fare le “pulizie di primavera”. Che se si acquistano bond c’è un elevato rischio di perdere tutto, nonostante tu pensassi, seguendo il tuo famigerato oroscopo che fosse arrivato il tempo di differenziare. Mai pensato di separare la plastica dal vetro? Purtroppo, di esempi e scelte errate basate sull'oroscopo ce ne sono tante. Riduciamole. Aboliamole. Facciamo in modo che tutti si diventi più consci di quanto sia, per quanto difficile, importante e utile assumersi responsabilità. Tutto dipende solo da noi! Lo riaffermo con forza.

Bene. Visto che Facebook lo permette creo anch’io un nuovo gruppo. Quelli che disprezzano gli oroscopi...
Chi si iscrive?

Mignolo! Ma tu sei nato sotto il segno del Topo o della Falange?

venerdì 26 dicembre 2008

A te che sei intersezione...

Il Natale unisce e divide. Unisce a tavola tra tarallucci e vino, tra carne arrosto non consumata per scelta alla vigilia e bicchieri di cristallo, nonché argenteria lucidata per l'occasione. Unisce nelle sfilate a messa con le collezioni autunno-inverno svendute e/o acquistate negli outlet per quattro-cento soldi, nelle cattedrali imponenti, piuttosto che nelle chiesette. Unisce quando si tratta di fare l'albero, le spese cibo-regalo nei vari shopping e la pitta impigliata tra nuore e suocere. Unisce davanti a un film della Disney, davanti alle canzoni su cui balla un babbo natale sculettante e davanti alle luci stroboscopiche di una città epilettica. Il Natale unisce e porta via almeno per un giorno, almeno per qualcuno, i problemi di sempre. Il Natale divide. Il povero dal ricco. L'affamato dal grasso. L'ateo dal credente. Il pessimista dall'ottimista. Divide la coscienza dei popoli cristiani tra il sacro e il Profano. Divide le scelte tra l'inutile e il dilettevole. Divide la mia coscienza, felice di essere a pranzo in famiglia con la donna amata, dal mio inconscio, che fugge l'eccesso e si arrabbia e commuove davanti a una canzone ipocrita degli anni '80 che passa in background scene forti di bambini affamati con la pancia gonfia. In questa unione/separazione cerco la giusta intersezione per rendere questa giornata pregna del mio significato. Oggi mi auguro che mangiate tutto e non gettiate nulla nella spazzatura. Almeno questo. Grazie.
Auguri a tutti!

Che tutti i bimbi del mondo possano essere felici come questo!

martedì 9 dicembre 2008

L'etica delle mosche bianche

Mignolo, sto ponderando.
Zzz zzz... Zzz zzz... Swift... Zzz Zzz... Zzz zzz... Iban... Zzz zzz... Bin... Zzz zzz zzz...
Miiiignoloooo!!! Uccidi subito questa mosca!



C'erano una volta alcuni ancestori umanoidi, brutti, sporchi e pelosi che decisero di farla finita con le pisciatine territoriali, poiché non erano una cosa chic e raffinata da fare: puzzavano, seccavano le piante e creavano solo disguidi, che finivano con botte da orbi (occhio mio x occhio tuo) e mutilazioni alla Bobbit... Gli scimmioni smisero di ammazzarsi per quella sgrollatina di troppo e stabilirono nuove regole di bon ton comportamentale. Decisero infine cosa fosse giusto fare e cosa, invece, sbagliato. Nacque così una stirpe di scimmioni sapiens senza pelo, un nuovo ordine sociale e democratico e con esso una famiglia di idee innovative in genere condivise, quasi una specie di savoir faire etologico attinto da un ideale protocollo comunemente accettato, strafatto di regole e leggi non scritte. Da tutto ciò nacque, insomma, quella disciplina oggi denominata etica, che da Aristotele ad oggi serve più o meno a spiegare e giustificare quel dis-imprinting condizionato cui veniamo sottoposti fin dalla nascita.
Da allora l'etica si è evoluta lentamente, selezionata di pari passo coi bis-sapiens (che invece ci hanno messo ben poco ad affibbiarsi un nuovo grado di sapienza), mutando e figliando in tante etiche ortologhe. Oggi si trova plasmata in modo alquanto uniforme in una nuova sintesi, che classifica e differenzia i comportamenti dell'uomo in buoni, giusti o moralmente leciti, rispetto a quelli oggettivamente ritenuti cattivi o, dal punto di vista morale, decisamente inappropriati.

Teoria e parole. Solo teoria, tante parole e molte stronzate. Bene e Male. Opinabili. Soggettivi. Abusati e stravolti a seconda delle occasioni. E si sa che le occasioni rendono l'uomo non solo ladro, ma anche barbaro, amorale e incivile. Di esempi ce ne sono a iosa. Di seguito, solo qualcuno in merito alla sofferenza. Nel mondo ci sono un miliardo di persone che fanno la fame e soffrono. Un miliardo! In aumento... La Terra è sempre più inquinata e soffre. Si rivolta e combatte, ma l'infezione è profonda. Il mio prossimo è senza lavoro e soffre. Non ha il coraggio di rubare. II mio prossimo non ha trovato un biglietto per l'America e soffre. Vive nel Burkina Faso e sogna il pacchetto Marlboro da 20 sigarette. Il mio prossimo è malato e non ha assistenza. Soffre. Il mio prossimo è vecchio. Soffre la solitudine, non la vecchiaia. Il mio prossimo è italiano e soffre. Punto. Talvolta vorrebbe tentare il suicidio, fare lo sciopero della fame, magari morire per davvero, ma tutto ciò non fa chic. Se si muore per davvero poi non si fa una bella figura. C'è l'etica che ti fotte. E poi c'è chi ti punisce e ti fa soffrire pure nell'aldilà. Il mio prossimo soffre perché vorrebbe fare qualcosa, ma non può. Altri, invece, possono. Continuano a mangiare per 6, ad arricchirsi al posto di milioni di poveracci legiferando a piacimento, rubando milioni di galline e vendendo miliardi di sigarette. O farmaci. O armi. Etica da ricchi. Continuano a figliare l'etica che vogliono, a chiedere reni clandestini per trapianti deluxe, a decidere della vita altrui e del futuro della nostra e vostra biodiversità... Etica a go-go. Etica del relativismo. Solo qualche esempio sulla vittoria del cannibalismo etico. Parole come tante...
Domani torno a marcare il mio territorio e a digrignare i denti.


Alcune mosche sono bianche per via di una mutazione. Non sono comuni...
Prof! Mignolo!
Lasciatela stare e fate i buoni che conquisterete il mondo.

mercoledì 23 luglio 2008

Magna "magna" cum laude...

Ho paura che presto sarò costretto ad emigrare...

In questa Italia precaria e profondamente corrotta a tutti i livelli ho la netta sensazione che presto potrebbe esservi uno scontro sociale che causerà lutti ed orrori, come già successo in passato. Temo il mio vicino di casa di destra (nonché il mio vicino di casa di una parte della sinistra) perché cieco, ingenuo ed ignorante (nel senso di "non essere a conoscenza di"). Temo coloro che accettano queste blasfemie politiche massoniche senza controbattere, senza che una parte della loro coscienza si ribelli, convinti che l'Italia sia una Grande Democrazia. Temo una caccia alle streghe e ai maghi giustizialisti e tanti roghi in piazza coi libri che bruciano insieme ai portatili e ai desktop. Oggi temo anche il fatto che molti di noi, convinti sostenitori dei Valori e promotori di un'Italia di valore, facciamo parte di un database, di una lista, di un elenco nobile e critico che oggi purtroppo è diventato pericoloso. Mi riferisco ai nostri commenti firmati su questi blog meravigliosi di Grillo, Travaglio, Di Pietro, IDV e così via, tutti chiaramente antiregime. Temo che presto il mio vicino verrà a cercarmi, a prelevarmi, forse a recludermi o forse peggio, magari dopo che qualcuno ha "ordinato" un marchio sulla mia porta di casa (magari il simbolo del partito che ho votato per la prima volta, ma che voterò ancora se mi sarà concesso). Temo la casta. Tutta. E tutti coloro che l'hanno votata. Li temo perché sono tantissimi! Quasi tutti gli italiani...
Ebbene sì, forse sarò costretto ad emigrare...
Ma se mai un giorno dovesse succedere, qui lo affermo e lo prometto, tornerò con i rinforzi!

Confermo. E' una vergogna...